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Fin dai tempi più antichi le madri di ogni cultura hanno trasportato il proprio piccolo legandolo alle spalle e questo metodo viene adottato ancora oggi in molti paesi del mondo. In Europa si iniziò ad abbandonarlo intorno agli ultimi anni del 1800 per via dell’arrivo della carrozzina, il quale utilizzo si diffuse prima nei ceti più abbienti ed in seguito in quelli più bassi. La possibilità di portare in fascia il proprio bambino è tornata ad esser considerata solo da alcuni anni e questo ha permesso di riscoprire tutti i benefici di tale pratica.

Nei mesi successivi al parto il nuovo nato necessita del contatto con la madre e la continua stimolazione sensoriale è fondamentale per favorire un buon sviluppo neurologico, una crescita sana ed un adattamento armonioso al mondo esterno.

Tenere il proprio piccolo a stretto contatto aiuta anche la mamma ed il papà ad entrare in sintonia con i suoi movimenti, i gesti e le espressioni facciali. Questo facilita la comunicazione tra genitore e figlio, il quale si sentirà maggiormente compreso e di conseguenza più fiducioso verso chi si prende cura di lui.

La capacità di godere di una più profonda empatia con il bambino al fine di capirne meglio le esigenze rafforzerà anche l’autostima dell’adulto.

Portare in fascia è sicuramente un’esperienza meravigliosa e concedersi del tempo per fermarsi ad ascoltare con più consapevolezza ed intensità il legame con il proprio figlio potrebbe rivelarsi significativo per entrambi.